Joop Munsterman è l'Urbano Cairo d'Olanda. Con una sostanziale differenza, però: il suo Twente è un progetto vincente. A differenza del Torino, che langue tristemente in Serie B, l'attuale presidente di uno dei più grandi gruppi editoriali olandesi, il Koninklijke Wegener NV, ha raccolto nel 2004 un Twente sull'orlo della bancarotta e nel giro di sei anni lo ha portato al successo in campionato, nonché alla prima, storica qualificazione ai gironi di Champions League. E lo ha fatto smontando e ricostruendo la squadra anno per anno, sempre in equilibrio tra esigenze tecniche e necessità di cassa. Non ha rappresentato un'eccezione la stagione corrente, chiusa con un saldo acquisti/cessioni in attivo di oltre 3 milioni di euro, nonostante il club abbia effettuato l'acquisto più costoso della propria storia prelevando dal Red Bull Salisburgo il gigante austriaco Marc Janko per la cifra di 5.5 milioni di euro. Ovvero quanto speso dall'Inter per un Mariga qualsiasi.
Il Twente ha vinto con un allenatore inglese, Steve McClaren, che giocava all’olandese: 4-3-3 con due ali, un numero 10 (il classe 90 Luuk de Jong, già 4 reti in stagione) alle spalle della punta, un solo interdittore in mediana, due terzini modello stantuffo. Salutato McClaren, con l’arrivo di Michel Preud’Homme è cambiato poco. Il centrale brasiliano Douglas, a lungo corteggiato dalla Juventus lo scorso anno, e il costaricano Bryan Ruiz, miglior giocatore del campionato olandese lo scorso anno, sono le stelle di una squadra che, come l’Inter, è un’autentica multinazionale, tanto che l’unico olandese presente a Sudafrica 2010 era il 39enne portiere Sander Boschker. Nessuno però si è mai sognato di affermare che il Twente non rappresenta i Paesi Bassi.
“L’Inter troverà un ambiente molto caldo ad Enschede”, commenta il team manager dell’Ajax - nonché storico tifoso nerazzurro - David Endt. “Avrà di fronte una squadra carica e determinata a centrare il grande risultato. Affrontare i campioni d’Europa rappresenta sempre uno stimolo particolare per questa nuove realtà che si affacciano alla ribalta. Il Twente ha cambiato molto anche quest’anno, ma a mio parere l’immobilismo è la cosa peggiore per una squadra. Ci vuole sempre un briciolo di novità, per evitare cali di tensione. E lo dico pensando anche all’Inter”.
In passato il Twente ha già giocato un brutto scherzo ad una compagine italiana. Accadde nelle semifinali di Coppa Uefa 1974/75, quando eliminarono la favorita Juventus vincendo sia ad Enschede che a Torino. Con l’Inter invece finora solo rapporti di mercato. I nerazzurri mandarono in Olanda il primavera Maaroufi, il Twente ha risposto con Arnautovic. Entrambi due grossi flop. Uno a uno, palla al centro.
Fonte: Il Giornale
Tuesday, September 14, 2010
Preview Twente-Inter
Posted on 2:02 AM by Unknown
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