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Tuesday, May 29, 2012

Søderlund profeta (solo) in patria

Nessun posto è come casa. Lo sa bene Alexander Søderlund, ex enfant prodige del calcio norvegese (a 19 anni aveva già debuttato nell’under 21) che fino a un anno fa di prodigioso aveva solo il numero di maglie cambiate in carriera: 9 in 7 anni. Oggi ha esordito nella nazionale norvegese dopo una stagione e mezza tra i bomber della Tippeliga con la maglia dell’Haugesund, squadra della sua città natia.
(Articolo completo su Il mondo siamo noi).

Thursday, December 8, 2011

L'Orso Polare dell'anno


Tra le miriadi di riconoscimenti calcistici, è particolarmente curioso il premio Orso Polare dell’anno (Årets Isbjørn in originale). Lo assegnano i tifosi del Tromsø al miglior giocatore della loro squadra, la più a nord d’Europa. Quest’anno lo ha vinto il 19enne Thomas Drage, talento emergente del calcio norvegese. Con 11 assist ha contribuito al secondo posto finale della sua squadra.

Tuesday, December 6, 2011

Norvegia deluxe

Domenica si è conclusa la Tippeliga, con il Molde che ha festeggiato il primo titolo nazionale della sua storia. Per il tecnico Ole Gunnar Solskjær, buona la prima. Europa League per Tromsø (secondo classificato), Rosenborg (terzo) e Ålesund (vincitore della coppa nazionale). Retrocessione per Start e Sarpsborg 08. Di seguito la top 11 della Tippeliga, schierata con un 3-4-3.

Espen Bugge Petersen (Molde). Ha iniziato la stagione incassando tre reti dal neopromosso Sarpsborg 08. Poi non ha sbagliato più nulla, lui come il Molde. Ed è arrivato il titolo. Il miglior portiere della Tippeliga 2010, Anders Lindegaard, è finito al Manchester United. Ma Bugge, classe 80, è troppo vecchio per lasciare la Norvegia.

Miika Koppinen (Tromsø). Dal gol al Chelsea in Champions che ha causato l’uscita di scena anticipata di Mourinho sono ormai passati diversi anni. Adesso il finlandese, passato nel frattempo da terzino a centrale, sbarca il lunario nel Circolo Polare Artico, e lo fa davvero bene: per il secondo anno consecutivo è nella top 11 della Tippeliga.

Even Hovland (Sogndal). Può la terzultima classificata vantare la miglior difesa del campionato? Risposta affermativa grazie a questo classe 89, la cui personalità nel guidare il reparto arretrato ha garantito la salvezza ad una squadra imbarazzante dalla mediana in avanti. Scartato nel 2009 dal Manchester United, questo neo-nazionale norvegese possiede i mezzi per ambire almeno a una squadra di fascia media di Premier League.

Vegard Forren (Molde). A 19 anni con i dilettanti del Kil/Hemne eliminò il Molde dalla coppa di Norvegia, guadagnandosi un quinquennale con il club della città delle rose. Da allora un’ascesa costante, fino a diventare il perno della squadra campione di Norvegia. Secondo il quotidiano VG due anni fa rifiutò offerte di diversi top club europei, tra cui il Milan. E oggi?

Michael Barrantes (Ålesund). Dopo Christian Bolaños, ecco un altro costaricano capace di conquistare la Norvegia. Meno esplosivo dell’attuale ala del Copenhagen, ma altrettanto efficace: 6 reti in 7 partite di coppa, inclusa la doppietta in finale che ha regalato agli arancioni il secondo trofeo negli ultimi tre anni. Poi altri 11 centri spalmati tra campionato ed Europa League.

Rodolph Austin (Brann). Per due volte questo mediano giamaicano è stato a un passo dalla Premier League, ma in entrambi i casi la mancata concessione del permesso di lavoro ha impedito allo Stoke City di ingaggiarlo. Così è rimasto quattro anni a Bergen. Nell’ultima stagione le sue doti fisiche sono emerse prepotentemente: media voto alla mano, è il miglior giocatore della Tippeliga.

Magnus Wolff Eikrem (Molde). Pupillo di Solskjær? Senza dubbio. Cresciuto a Molde in una scuola calcio gestita dall’ex bomber, quindi cinque anni nell’Academy del Manchester United prima di tornare a Molde a gennaio per seguire il suo mentore. Fiducia pienamente ripagata. Centrocampista offensivo alle spalle del tridente oppure esterno, Wolff Eikrem, classe 90, ha disputato una stagione di alto profilo, risultando il miglior giovane del campionato.

Diego Guastavino (Brann). Piccolo Giovinco uruguaiano, fantasista tascabile amico di Recoba (anni fa il Chino lo portò al Lugano, ospitandolo nella sua villa a Cernobbio), da anni le sue giocate illuminano i campi di norvegesi. Più che la statura, la sua grande nemica è sempre stata la discontinuità. Anche nella sua miglior stagione, terminata con il quarto posto in campionato e la sconfitta nella finale di coppa. Il traguardo insomma, per lui come per il Brann, è sempre un passo più in là.

Nikola Djurdjic (Haugesund). Mezzapunta serba classe 86, sempre protagonista con l’Haugesund: promozione dall’Adeccoliga nel 2009, salvezza nel 2010, sesto posto nel 2011. Con 12 reti e 9 assist è uno dei giocatori più efficaci di tutta la Tippeliga. Un anno fa ha tentato l’avventura in Olanda, ma non ha superato un provino con l’AZ.

Rade Prica (Rosenborg). Il club di Trondheim ha dormito per metà stagione, salvo recuperare nella seconda parte almeno in terzo posto valevole per l’Europa League. Dal grigiore si è distinto questo veterano del gol che nei campionati nordici è sempre stato una certezza. Terza stagione al Rosenborg, terza chiusura in doppia cifra, ma 16 reti non gli sono bastate per vincere per il suo terzo titolo di capocannoniere (il secondo in Norvegia).

Mostafa "Mos" Abdellaoue (Tromsø). Annata d’oro per gli Abdellaoue, famiglia norvegese di origini marocchine. Mohammed “Moa” si è imposto quale uno dei perni dell’Hannover, vincendo anche il premio Kniksen nella categoria “norvegesi all’estero”; Mostafa “Mos”, classe 88, ha chiuso da capocannoniere del campionato (17 gol), superando all’ultima giornata la coppia Prica-Årst. Era già stato re dei bomber nel 2008 con lo Skied in Adeccoliga. Lo attende un campionato più caldo.

Thursday, July 7, 2011

Man Utd legend Ole Gunnar Solskjaer makes waves at Molde

It is often said that there is no place like home. And perhaps this is truer nowhere more so than in management, where patience and the support of a partisan crowd are often crucial for a rookie boss. This is something to which Norwegian Ole Gunnar Solskjaer can easily attest.

Last January the former Manchester United striker left the Red Devils, ending a 14-year association to take up the job of head coach with Norwegian Tippeligaen outfit Molde. Widely known as “the city of roses” due to its thriving and lush rose gardens, Molde is where Solskjaer began his initial trek towards stardom, representing the club for the first two seasons of his professional career. 31 goals in 42 games secured a dream transfer to Old Trafford as Manchester United paid £1.5M for the, at the time, almost unknown striker on 29th July, 1996. 15 years later, Solskjaer has gone back to his roots.

Solskjaer’s introduction to the dugout was far from easy, with Molde heavily beaten (3-0) by newly promoted Sarpsborg 08. Little by little however, the new coach has been able to put his side back on the right track, instilling his philosophy – an attacking attitude mixed with consistency and a winning mentality.

A lack of cautiousness had cost Molde the title in 2009 despite the team playing the best football in the Tippeligaen and in 2010 the club’s results were too up and down to avoid a disappointing mid-table finish. The troubled season was summed up by a 3-3 draw grabbed by Lillestrom at the Arke Stadium after Molde had amazingly led 3-0 heading into injury time.

One of Solskjaer’s main aims at Molde has been to help the club rediscover the superb football last played two years ago – but this time without falling away at the business end of the season. It is a mission that is half-accomplished, with MFK currently leading the league after 15 games, three points ahead of Tromso and Alesund at the time of writing, albeit having played two matches more than the first. A 2-0 win over Sogndal on 19th June put Molde top of the Tippeligaen pile on the same day as the club’s 100-year anniversary was celebrated. And momentum has not been lost. In their last two outings, Solskjaer’s men proved once again that they must be considered as serious title contenders by beating domestic giants Valarenga in Oslo, before following up that performance by crushing Alesund 5-2 at the Arke Stadium – with four goals from Senegalese striker Pape Pate Diouf.

Deployed as a left winger in a 4-3-3 system, Diouf is one of Molde’s key players. Two years ago he formed a perfect partnership with countryman Mame Biram Diouf, who was later sold to Manchester United following several scouting excursions from Solskjaer back to his homeland; at the time the Norwegian had been serving as United’s reserve team boss. Pape Pate Diouf could not follow up his blistering 2009 however, with a number of physical problems interrupting his progress in 2010. The Senegal man hit the ground running this year though, rediscovering his touch in front of goal, scoring 12 goals in 14 games.

Molde can also be grateful for keeping hold of another Senegalese – Makhtar Thioune – as an outstanding 2009 campaign was not enough to seal a departure from Norway’s top flight. Like Diouf, Thioune struggled to repeat his heroics in 2010, but Solskjaer’s arrival has reinvigorated the 24-year-old. The midfielder is now crucial to MFK’s play, ruling the centre of the park along with veteran Magne Hoseth (Molde’s top scorer four times and the club’s top provider in 2010).

In recent years Molde have striven to build a tradition of developing good strikers. After Mame Biram Diouf, last year the club took in another Senegalese, Baye Djiby Fall, on loan from Lokomotiv Moscow and the 26-year-old duly finished as Tippeligaen top scorer. To fill the hole left in the middle of the attack by Fall’s departure, Solskjaer raided relegated outfit Honefoss and captured Ivorian Davy Claude Angan. The striker had arrived in Norway in 2008, joining Lyn (the former club of Molde team-mate Daniel Chima Chukwu; a 20-year-old forward with breathtaking vision and a big future in the game). Angan has made an impact at the Arke Stadium, finding the back of the net seven times in the current season.

Solskjaer attracted some scepticism within Norway when he announced he had returned home to collect silverware with Molde. “I signed a four-year contract with an ambitious club”, declared the former Champions League final-winning goalscorer. “I am satisfied because we have a good team with loads of potential and I am confident that we can win the league in my time at the club.” If Solskjaer makes good on his promise it will be a first ever national title for Molde, who have won two Norwegian Cups and finished as top flight runners-up seven times.

While Sir Alex Ferguson was Solskjaer’s mentor as he took his first steps into coaching (“Twenty seconds after I told Ferguson I couldn’t play anymore”, said the Norwegian, “he offered me a new job, asking if I would join his coaching staff”), the former Norway national team boss Egil “Drillo” Olsen also played an important role in the striker’s development. “Olsen is fantastic at motivating players and making them believe they can do it”, remembered Solskjaer, who was in “Drillo’s” Norway side that defeated Brazil at the 1998 World Cup.

“If a player has the right attitude, he can learn a lot from Olsen’s way of coaching and managing – and that’s what Solskjaer did. He has a good football brain and he’s down to earth”, commented Stale Solbakken, another former Norway international who played under “Drillo”. Last season Solbakken led Danish giants FC Copenhagen to an impressive march to the Superligaen title, setting four records along the way, and to the Round of 16 in the Champions League; another good example for Solskjaer to follow. It seems that, regardless of whether Molde can maintain their momentum, the former Manchester United man is looking every inch a diamond in the rough in the dugout.

Fonte: Inside Futbol

Thursday, May 5, 2011

Tutti pazzi per Haugen

Nella città di Bergen raramente le cose sono lineari. Per rendersene conto basta passeggiare per il vecchio quartiere portuale di Bryggen ed osservare la sequenza di case in legno tutte storte. Architettura d’avanguardia? No, semplicemente gli effetti dell’esplosione di una nave nei primi anni Quaranta. Anche lo Sportklubben Brann ha poco di lineare. Tra il 1979 e il 1986 il club ha stabilito il primato – probabilmente mondiale – di quattro retrocessioni e quattro promozioni consecutive. Nel 2007 è tornato a vincere il titolo dopo 44 anni, poi di nuovo buio pesto, a dispetto delle reti di Huseklepp – soprannominato “Cantona” per un gol da urlo allo Stabæk con pallonetto da fuori area finito sotto l’incrocio. La ruota potrebbe però riprendere a girare nel verso giusto quest’anno grazie al prodotto locale Fredrik Haugen, trequartista classe 92 considerato la futura stella del calcio norvegese. Dinamico, piede educato, buona tempra; a 16 anni Haugen segnava la sua prima rete professionista con il Løv-Ham (la seconda squadra di Bergen) in Adeccoliga, la seconda divisione norvegese. Lo scorso agosto ha firmato un triennale con il Brann, aggregandosi però al club solamente a dicembre nel ritiro pre-campionato di La Manga. Imprevedibile e mai banale; Haugen rispecchia proprio la sua città d’origine.

Fonte: Guerin Sportivo

Wednesday, May 4, 2011

Fior di fiordi

Tra i campionato nordici che si disputano nell’anno solare la Tippeliga norvegese è quello più produttivo per esportazioni nei tornei delle big. Da John Obi Mikel (dal Lyn al Chelsea) a Mame Biram Diouf (Molde/Manchester United), da Didier Ya Konan (Rosenborg/Hannover) a Anthony Annan (Rosenborg/Schalke 04), da Anders Lindegaard (Ålesund/Manchester United) fino a Vadim Demidov (Rosenborg/Real Sociedad); il made in Norway piace nei migliori salotti d’Europa. Anche in Serie A, con il Bari che ha prelevato dal Brann Eric Huseklepp, per due volte consecutive finito nella top 11 del campionato norvegese. Peccato che in Italia quasi nessuno lo sapesse, stampa specializzata (?) inclusa. “La Norvegia è una buona palestra”, dice al Guerin Huseklepp. “Le metodologie di allenamento non sono molte diverse rispetto a quelle degli altri paesi. Curiamo molto la tattica, proprio come avviene in Italia, e il possesso palla. La differenza maggiore riguarda la velocità di gioco”.

La Tippeliga 2011 parte con una certezza: il Rosenborg campione in carica potrà solamente fare peggio. Dopo aver vinto l’ultimo campionato senza subire sconfitte, il club di Trondheim è fisiologicamente destinato ad una flessione nel proprio rendimento. Ma il gap con le avversarie è talmente elevato che un indebolimento del Rosenborg potrebbe non essere sufficiente per costringerlo ad abdicare. Fuori causa lo Stabæk per problemi economici, da ricostruire il Brann dopo una stagione disastrosa, toccherà a Vålerenga, Tromsø e Viking provare a mettere in difficoltà gli attuali campioni. Senza dimenticare due outsider importanti: il progetto giovani portato avanti da Ronny Delia nello Strømsgodset (un nome su tutti: l’attaccante classe 89 Ola Kamara), vincitore della coppa di Norvegia nel 2010, e il Molde del neo-allenatore Ole Gunnar Solskjær, chiamato a riportare la squadra della città delle rose ai fasti del 2009, quando praticava il miglior calcio del paese.

Si diceva però del Rosenborg. In inverno i Troillongan hanno perso il miglior difensore e il miglior giocatore in assoluto della Tippeliga (i già citati Demidov e Annan), nonché il loro bomber Steffen Iversen, sempre efficace a dispetto dell’età e di qualche chilo di troppo, che ha optato per un ritorno in Inghilterra. Tanti saluti anche all’allenatore, con l’icona Nils Arne Eggen che ha lasciato spazio allo svedese Jan Jönsson, campione nel 2008 con lo Stabæk. Si ripartirà dal figlio d’arte Markus Henriksen, esterno destro classe 92, miglior giovane in Norvegia la passata stagione, nonché dagli esperti Mattias Bjärsmyr (in prestito dal Panathinaikos) e Rade Prica, rispettivamente al centro della difesa e in attacco. Il Vålerenga risponde con le intuizioni di Harmeet Singh, nazionale norvegese under 21, miglior assist-man del campionato nella passata stagione a dispetto dell’utilizzo come centrocampista difensivo nel 4-2-3-1. Fisicità, organizzazione e clima (si gioca 350 km all’interno del Circolo Polare Artico) sono invece le armi del Tromsø, che mette in vetrina il centrale difensivo Tom Høgli e soprattutto il gigante senegalese Serigne Modou Kara, una sorta di Robocop davanti alla difesa. Per lui c’è già stata un'offerta importante da parte del Rosenborg, ma è stata respinta al mittente.

Fonte: Guerin Sportivo

Saturday, April 23, 2011

Chi scommette sul Brann?

L’unica cosa buona fatta da Matias Almeyda in Norvegia è stato consigliare al proprio club, il Lyn, l’ingaggio dell’uruguaiano, figlio di immigrati italiani, Diego Guastavino. Un trequartista formato mignon (1.68 x 66) destinato a seguire le orme dei vari John Obi Mikel, Mame Biram Diouf e Anthony Annan, ovvero utilizzare la Tippeliga norvegese quale trampolino di lancio verso un campionato più importante. Oggi Guastavino è uno dei giocatori chiave del Brann, il secondo club più tifato di tutta la Norvegia dopo i giganti del Rosenborg. A Bergen si sogna ma nessuno lo dice, perché è ormai noto che scommettere sul Brann significa giocare con il fuoco.

Nervi saldi e pazienza infinta; queste sono le virtù indispensabili per ogni tifoso del Brann. Un club mai banale: nel 1962 ha vinto il suo primo titolo nazionale da neopromosso, bissandolo la stagione successiva e quindi tornando tra i cadetti. Tra il 1979 e il 1986 sono arrivate quattro retrocessioni e quattro promozioni consecutive; uno yo-yo nel quale si gioiva negli anni pari e ci si disperava in quelli dispari. Nel 1996 il Brann, spinto dalle reti di un giovane Tore Andre Flo, ha raggiunto i quarti di finale di Coppa delle Coppe, il miglior risultato europeo di sempre di una squadra norvegese.

Nel 2007 il Brann è tornato campione nazionale dopo 44 anni di digiuno. Poi di nuovo il caos, che ha raggiunto il culmine nel 2010 tra ammutinamenti di spogliatoio (cacciato il tecnico Steinar Nielsen, ex giocatore di Milan e Napoli), eliminazioni in coppa contro una squadra di dilettanti e l’ingresso sulla scena di un anonimo mecenate locale, dichiaratosi disposto a investire 5 milioni di euro nel club a patto che l’intera dirigenza si dimettesse in blocco. A fine stagione il Brann ha ceduto tutti i suoi pezzi pregiati, tra cui l’attaccante Eric Huseklepp, finito al Bari. Anno di transizione in vista? Nemmeno per sogno, perché a conferma della propria imprevedibilità il club ha debuttato nella Tippeliga 2011 battendo il Rosenborg, che non perdeva in campionato dal 2009. Chi ci capisce qualcosa è bravo.

Fonte: La Gazzetta dello Sport - Extra Time

Sunday, April 10, 2011

Brann bid to break predictably unpredictable habit

In Norway, it is often said that supporting SK Brann is akin to living life on a rollercoaster. Ups and downs seem to be nothing out of the ordinary for the Bergen side – the second most well-supported team in the country. With only three national titles in more than a hundred years of existence however, Brann are clearly underachieving against their potential. Moreover, in recent years, problems off the pitch have increased the club’s inconsistency.

In the last four seasons Brann have quickly sunk from glory to shame. 2007 saw coach Mons Ivar Mjelde lead the club to their first title since 1963, and there was reason to hope better days would become a fixture at the Brann Stadion. However, the club’s next campaign saw the side begin to slide. Top scorer Thorstein Helstad was sold to French club Le Mans in the summer transfer window for €2M and Brann ended in eighth place. Mjelde resigned at the end of the year.

His successor, Steinar Nielsen, was widely considered one of Norwegian football’s rising stars. The former AC Milan defender did not hit the heights with Brann though, leaving the club after just 18 months in charge, having led the side to their worst ever start to a league season.

In 2010, Brann appeared the very definition of a madhouse. First the side were knocked out in the second round of the Norwegian Cup by fourth division outfit Fyllingen – a local team also based in Bergen – and then followed this up by mutinying against Nielsen, questioning the coach’s leadership abilities. But if that was enough for the fans to digest there was soon more to stomach as a local businessman stepped forward, offering to invest €5M, however only on the condition that the entire board resigned. Amidst this chaos, nobody was surprised that Brann slipped down to 13th, ending the season just one place above the relegation playoff zone.

Players leaving have not helped Brann either, with three key members of the squad departing in the January window. Striker Eric Huseklepp, with 25 goals and 23 assists to his name over the last two seasons, was sold to Italian side Bari; left winger Petter Vaagan Moen (14 goals in 2010) headed to English outfit Queens Park Rangers on a free transfer; and solid midfielder Jan Gunnar Solli, one of the best performers in the Tippeliga in recent years, also headed away for free, this time to MLS glamour team the New York Red Bulls.

Despite these exits, Brann have been bidding to break their predictably unpredictable trait, beating powerhouses Rosenborg 2-1 in their first game of the new Norwegian season. The Trondheim side were unbeaten in the Tippeliga since 2009, yet with a goal and an assist from Man of the Match Kim Ojo, Brann downed their more illustrious opponents; the Nigerian scored 37 goals over the last three seasons with Adeccoligaen side Nybersgund, and is one of Brann’s bright new hopes, along with winger Chukwuma Akabueze (known as “Bentley”) brought from Odd Grenland and rising star Fredrik Haugen, snapped up from Bergen’s second club Lov-Ham. And the Rosenborg victory was followed by a superb 4-1 win at Lillestrom giving much hope for a good season.

Bentley and 18-year-old Haugen form a potent midfield with creative schemer Diego Guastavino, with the trio deployed behind a lone striker in Brann’s 4-2-3-1 system. With their signings Brann have shown their willingness to move towards a more technically proficient squad, in marked contrast to the emphasis placed on pace in recent years.

Inconsistency though appears stuck to the club like glue; a feature of Brann’s entire history. In 1959/60, the Bergen side were relegated from the first division, only to bounce back the very next year. They then won the title twice in a row before dropping down again in 1964. During the 1980s Brann managed to set a new world record as a yo-yo club, hovering between the first and second division for eight years in a row; Relegations in 1979, 1981, 1983 and 1985 were balanced out by promotions in 1980, 1982, 1984 and 1986. Between 1997 and 2006 though, Cypriot side Aris bounced up and down for ten years in a row, claiming the rather inglorious record from the Norwegians.

It is somewhat strange then to discover that Brann are one of Norway’s best performing clubs in European competitions. In 1996, the Bergen outfit reached the quarter-finals of the Cup Winners Cup, knocking out Shelbourne, Cercle Brugge and PSV Eindhoven along the way. Helped by the goals of a young Tore Andre Flo – who left in the summer of 1997 for Chelsea – Brann were only stopped by Liverpool, with the Reds drawing 1-1 in Norway and winning 3-0 at Anfield.

Death or glory; for Brann the story has never been any different.

Fonte: Inside Futbol

Wednesday, March 16, 2011

La vita è Kara

Secondo l’ottimo sito Transfermarkt, il senegalese Serigne Modou Kara è il giocatore dal più alto valore di mercato della Tippeliga 2011. Il 21enne mediano del Tromsø, secondo lo scorso anno come rendimento solamente al nazionale ghanese Anthony Annan, è valutato 2.5 milioni di euro. Solamente altri cinque giocatori raggiungono, e superano, i due milioni di valore: i nazionali svedesi del Rosenborg Mikael Lustig e Mattias Bjärsmyr, i loro compagni di squadra Markus Henriksen e Per Ciljan Skjelbred, e il centrocampista svedese dello Stabæk Pontus Farnerud. Cifre che aiutano a fornire le esatte dimensioni economiche della massima serie norvegese.

Se molti club nei massimi campionati europei piangono miseria e sono attanagliati dalla crisi, si può solo immaginare quale sia la situazione nei tornei minori. La Tippeliga che aprirà i battenti nel week-end ha mosso complessivamente la cifra di 11 milioni di euro tra acquisti e cessioni. Numeri irrisori, se paragonati alla Serie B italiana, che già di per sé non naviga in buone acque. Per un club di Tippeliga piazzare il grande colpo con una big europea può pertanto rivelarsi fondamentale per garantire i propri equilibri di bilancio per un almeno triennio. Nel 2011 ci sono riusciti Ålesund (5 milioni dal Manchester United per il portiere Anders Lindegaard), Rosenborg (2.5 dallo Schalke 04 per il già citato Annan) e Brann (1.7 dal Bari per Eric Huseklepp).

In entrata invece si segnala il solito stillicidio di prestiti e parametri zero (Yssouf Konè dal Cluj al Vålerenga il trasferimento più significativo), con il Molde di Ole Gunnar Solksjær primatista dell’acquisto più costoso grazie ai 600mila euro pagati all’Honeføss per l’attaccante ivoriano Davy Claude Angan N’Guessan. Anche il Rosenborg, società che in Norvegia viaggia a velocità doppia – tanto dal punto di vista economico quanto strutturale – rispetto alle rivali, non è andato oltre una spesa di 200mila euro per la punta dell’Aalborg Daniel Fredheim Holm. Per strappare Kara ai rivali del Tromsø e tappare il buco in mediana creatosi con la partenza di Annan, il club di Trondheim ha messo sul piatto la miseria di 6 milioni di corone norvegesi, ovvero circa 762mila euro. Logicamente l’affare non è andato in porto.

I prezzi contenuti, e la volontà di molti club di monetizzare appena possibile, rendono la Tippeliga un torneo appetibile per chiunque sia alla ricerca di buoni affari senza avere il portafoglio gonfio. Kara rappresenta uno dei migliori esempi. Un incontrista tosto, duro come l’acciaio, fisicamente imponente. Può giocare davanti alla difesa oppure al centro di essa. L’approccio al pallone è ancora ruvido, ma non è peggiore di quello di Christian Poulsen. Kara però corre molto di più. Su di lui circola un aneddoto; quando ancora giocava in patria, nel vivaio del Diambars de Saly, uno scout dell’Arsenal partì appositamente da Londra per dare un’occhiata ad alcuni promettenti ragazzi di questa società senegalese. Non vide però mai giocare Kara, infortunatosi poco prima. Un anno dopo per lui è arrivata una chance dal Circolo Polare Artico.

Fonte: Il mondo siamo noi

Monday, February 7, 2011

Eric Huseklepp, un vichingo per il Bari

È il secondo norvegese della storia del Bari ma dello stereotipo dell’ariete scandinavo ha poco, quasi nulla. Figlio d'arte -papà Ingvald ha giocato nel Brann negli anni Settanta- fino al due anni fa Erik Huseklepp era il classico talentino inespresso in quanto troppo... frivolo. Una partita da campione seguita da tre settimane di scarsa vena, e così via. Emblematico l’esordio da titolare con la maglia del Brann, nel 2005 contro il Fredrikstad, che lo vide a segno dopo soli 19 secondi. Poi, però, per due anni, a riprova di un rendimento incostante, non ha visto più la porta.

Almeno fino a quando sulla panchina del Brann è arrivato l'ex milanista Nielsen, che gli ha confezionato addosso il ruolo più congeniale alle sue caratteristiche. Non più ala sinistra ma punta centrale, e l'incompiuto è definitivamente maturato.
In doppia cifra nelle ultime due stagioni (prima di queste, mai), per due anni consecutivi nella top ten della Tippeliga, ingresso nel giro del nazionale, maglia da titolare a partire dal 2009.

La giusta collocazione tattica? Non certo al centro dell’area avversaria, a far da torre e a “spizzare” palloni. Molto meglio come seconda punta in un 4-4-2, con la possibilità di partire qualche metro più indietro, in modo da poter sfruttare la sua arma migliore, il tiro. Magari di destro, che Huseklepp vanta secco e tagliente. Ciò non vuol dire che non possa giocare prima punta -in nazionale gioca spesso nel ruolo di Carew- ma rende meglio accanto ad un attaccante che dia profondità e gli apra spazi.

Oggi il momento è quello giusto per un'esperienza all'estero. Non è un fuoriclasse ma ha dei numeri. E sembra proprio che abbia imparato cosa significhi esercitare la professione di calciatore.

Fonte: solobarinews.it

Tuesday, December 7, 2010

Il nuovo Schmeichel? Anche no...

Troppo facile. Leggi che il Manchester United ha scelto come successore di Edwin van der Sar un portiere danese e subito il pensiero corre al grandissimo Peter Schmeichel. E così Anders Lindegaard, 26enne estremo difensore di 1.93 m, è già stato soprannominato il nuovo Schmeichel. Davvero scontato, persino retorico.
(Articolo completo su Il mondo siamo noi).

Friday, December 3, 2010

2010 Norwegian Tippeliga’s Top Performers

As (most) of the rest of Europe continues to enjoy their respective domestic seasons, Norway has bid farewell to another campaign. The 2010 season saw Rosenborg crowned Tippeliga champions for the 23rd time, sensationally setting a new record by becoming the first side to win the league without losing a single game. The Troillongan (Troll Kids), may have experienced a decline between 2005 and 2008, but they are back with a bang and dominating Norwegian football once again.
However, the Tippeliga doesn’t just mean Rosenborg. Here are the 12 most impressive performers of 2010’s Norwegian league season:

Anthony Annan (Rosenborg) – 24 years old – Defensive midfielder
Since 2008, Annan has got into the winning groove in the Tippeliga, first with Stabæk and now twice with Rosenborg. The Ghana international is a tough midfielder who possesses great vision and tactical awareness. He won’t quickly forget the 2010 campaign, having reached the quarter-finals of the World Cup with Ghana, then lifting the title with Rosenborg and being voted the Player of the Tournament too. Annan is often compared with Chelsea midfielder Michael Essien, although he must still improve his scoring touch, with no goals to his name from four Tippeliga seasons.

Best 2010 Tippeliga performance: 5th May, Rosenborg 2-0 Stabæk

Vadim Demidov (Rosenborg) – 24 years old – Centre back
The son of a former Soviet Union international handball player, Demidov played a key role this season at the heart of a Rosenborg defence which, with just 24 goals conceded in 30 games, was the Tippeliga’s best. The Riga-born player joined the Norwegian giants in 2008 from Hønefoss, originally as a midfielder, but at Rosenborg has been transformed into a ball-playing centre back. Demidov will soon follow his former team-mate Kris Stadsgaard to La Liga however, having recently penned a three-year deal with Real Sociedad.

Best 2010 Tippeliga performance: 26th September, Strømsgodset 1-1 Rosenborg

Serigne Modou Kara (Tromsø) – 21 years old – Defensive midfielder
Kara began his career at the Dimars Football Academy in Saly, Senegal – a youth academy established in 2003 by French duo Patrick Vieira and Bernard Lama. The midfielder joined Tromsø – Europe’s northernmost professional club – last February, forming a strong partnership with local talent Ruben Yttegard Jenssen in the centre of midfield. Since his very first games for the side, Kara, who can also play at the back, has impressed with his sharp marking and tough tackling skills, playing a key role in Tromsø’s third place finish. The Senegalese scored his first goal in Norwegian football on his cup debut against Sortland.

Best 2010 Tippeliga performance: 2nd May, Tromsø 0-0 Rosenborg

Anders Lindegaard (Aalesund) – 26 years old – Goalkeeper
In 2009, Danish international Lindegaard played a vital role in helping Aalesund to win their first ever trophy – the Norwegian Cup. At that time, the talented keeper was on loan from Danish club Odense, where he had failed to make the breakthrough to become the side’s regular keeper. The 26-year-old therefore took the plunge and moved to Aalesund permanently at the end of 2009. Just one year later the keeper has helped the club to a top four finish and is widely considered the Tippeliga’s best number 1. As a result Lindegaard looks to be on his way to Manchester United, with the Premier League side’s goalkeeping coach Eric Steele often seen around the Color Line Stadium before their interest was put on a more formal footing.

Best 2010 Tippeliga performance: 14th March, Aalesund 3-0 Lillestrøm

Harmeet Singh (Valerenga) – 20 years old - Midfielder
One of the most exciting up and coming talents in Norwegian football, Singh enjoyed a superb 2010 campaign playing as a defensive midfielder in Valerenga’s 4-2-3-1 system. The Norway Under-21 international is a top class passer of the ball, and notched 11 assists, the best performance of this season’s Tippeliga. Singh is rightly considered one of the club’s key players, alongside striker “Moa”, centre back Andre Muri and midfielder Kristofer Hæstad. The player’s roots lie in Punjab, the region straddling the border between India and Pakistan.

Best 2010 Tippeliga performance: 17th July, Valerenga 5-2 Kongsvinger

Baye Djibi Fall (Molde) – 25 years old – Striker
Fall is a powerful forward who already enjoys a fine reputation in Scandinavian football. In 2009, the striker was voted the best player in the Danish Superliga when turning out for Odense, while previously he had impressed with Randers. After a poor spell with Lokomotiv Moscow, Fall joined Molde at the beginning of 2010 as a replacement for Manchester United-bound Mame Biram Diouf. Back in a Nordic league, Fall has once again become a scoring machine, hitting the back of the net 16 times this season to be crowned the Tippeliga’s top scorer. The Senegalese was Molde’s only bright spot of the season.

Best 2010 Tippeliga performance: 3rd October, Molde 2-0 Kongsvinger

Mohammed “Moa” Abdellaoue (Valerenga) – 25 years old – Striker
Despite playing just 20 games in the Tippeliga, “Moa” certainly had a positive impact on Valerenga’s season. The Norwegian striker or Moroccan decent scored 15 goals and grabbed five assists in a season which saw his club take second place. In August the striker joined Bundesliga side Hannover, and just two weeks later scored his first goal for Norway against Iceland in Euro 2012 qualifying. Back in 2008, “Moa” also helped Valerenga to the Norwegian Cup – their last trophy – scoring six goals, including a brace in the final where he memorably hit the target from his own half.

Best 2010 Tippeliga performance: 2nd August, Valerenga 8-1 Start

Eric Huseklepp (Brann) – 26 years old – Winger/forward
Until 2008, Huseklepp was considered a typically inconsistent talented player – in 2005 he scored on his debut after just 19 seconds – unable to show his true colours game after game. The winger looked set to continue to see his performances rise and dip; then Steinar Nielsen was appointed as the new coach of the Bergen side and switched Huseklepp from the flank to play as a central striker. The 26-year-old responded to the move in style, recording his best ever season with 15 goals and 13 assists. Six months later however, Nielsen resigned after one of Brann’s worst ever league starts; the club ended up in a disappointing 10th place. With 10 goals and 10 assists amidst the chaos though, Huseklepp career has definitely turned round. Now the Norwegian is ready to move on to bigger things.

Best 2010 Tippeliga performance: 25th July, Sandefjord 1-4 Brann

Markus Henriksen (Rosenborg) – 18 years old – Midfielder
Markus Henriksen, the son of Rosenborg assistant manager and former Norway international Trond Henriksen, has impressed since making his debut under his father’s watchful eye. With a positive personality and pacey runs down the right flank, Henriksen got his chance this season, becoming a regular in the starting eleven and ending the campaign with seven goals and two assists. The midfielder also hit the target three times in the Europa League, and last October made his senior Norway debut.

Best 2010 Tippeliga performance: 19th September, Brann 2-3 Rosenborg

Veigar Pall Gunnarsson (Stabæk) - 32 years old – Forward
The veteran Icelandic striker returned to Stabæk at the end of 2009 after a disappointing time in France with Nancy. Gunnarsson’s Tippeliga return however, has been a resounding success, with 10 goals and 10 assists showing he has settled straight back in. In truth, this came as little surprise, as Stabæk has always been the striker’s “footballing home”. Gunnarsson won the Adeccoligaen (Norway’s second division) in 2005 and then finished second in the Tippeliga scoring charts the next season, just behind team-mate Daniel Nannskog; the Iceland star also recorded the most assists with 17 in 2007. Just one year later, Gunnarsson produced perhaps his best season in a Stabæk shirt as the club won the league – he bagged 10 goals and provided 14 assists.

Best 2010 Tippeliga performance: 5th July, Stabæk 4-3 Molde

Jo Inge Berget (Strømsgodset) – 20 years old – Forward
Berget attracted the attention of a whole army of scouts and fans after some sensational performances with Lyn’s youth team, which won the title in 2006. Sure enough, a big move came, and the forward joined Italian side Udinese with team-mate Odion Jude Ighalo. However, Berget has continued to learn his trade in the Tippeliga, on loan with Lyn in 2009 and this year with Strømsgodset. Despite missing almost half the season due to injury, Berget helped little Strømsgodset finish the campaign comfortably in mid-table, chipping in with six goals and four assists in 18 games, of which he started just 13.

Best 2010 Tippeliga performance: 7th November, Strømsgodset 5-4 Lillestrøm

Miika Koppinen (Tromsø) – 32 years old - Defender
Finnish international Koppinen first gained a level of prominence through his goal against Chelsea at Stamford Bridge in the 2007/08 Champions League. The Blues drew 1-1 against Rosenborg that night and soon after Jose Mourinho resigned as coach. Just a few months later, Koppinen left Trondheim to head back to Tromsø, for whom he had appeared for five years before making the switch to Rosenborg. The performances of the centre back, who can also play full back, have continued to improve year on year and the Finn has been a key part of Tromsø’s two third place finishes in the last three seasons.

Best 2010 Tippeliga performance: 1st August, Tromsø 4-3 Stabæk

Fonte: Inside Futbol

Monday, November 8, 2010

Pane e Rosenborg

Il Rosenborg campione di Norvegia non è una novità. Eppure il titolo 2010 – già in ghiaccio da diverse giornate – messo in bacheca dal club di Trondheim è diverso da tutti i successi precedenti. Migliore. Addirittura indimenticabile.
(Articolo completo su Il mondo siamo noi).

Wednesday, September 22, 2010

I bomber venuti dal freddo

L’Hannover è una squadra troppo poco glamour per meritarsi le attenzioni di certa stampa “specializzata” (in cosa, però, non è dato saperlo). Figuriamoci poi quando si apprende che la coppia d’attacco è composta da due giocatori provenienti dalla Tippeliga norvegese. Eppure proprio Didier Ya Konan e Mohammed Abdellaoue “Moa” meritano una citazione quale una delle coppie gol meglio assortite nel panorama europeo.
(Articolo completo su Il mondo siamo noi)

Monday, September 13, 2010

Addio Lyn

Né glorioso né mitico, aggettivi fin troppo abusati quando si deve introdurre la notizia del fallimento di un club calcistico. La definizione giusta per il Lyn, squadra di Oslo che lo scorso giugno ha definitivamente chiuso i battenti dopo anni di agonia finanziaria, è “storico”. Perché assieme al Fotballklubben Lyn se ne vanno anche due titoli e otto coppe nazionali, e quindi un pezzo di storia del calcio norvegese.
(Articolo completo su Il mondo siamo noi)

Wednesday, December 16, 2009

Il ritorno del re

A partire da questa settimana e' in edicola il nuovo numero del mensile Calcio 2000, contenente un bilancio del sottoscritto sui campionati nordici (Svezia, Norvegia, Finlandia) da poco conclusi, piu' una panoramica sulle rispettive nazionali. Di seguito Radio Olanda propone un estratto dell'articolo, dedicato alla Tippeliga norvegese.

Il digiuno aumenta la fame. A Trondheim questa era particolarmente intensa dopo un quadriennio in tono minore in cui era finito in bacheca un solo titolo nazionale, in netto contrasto con i 13 consecutivi arrivati a cavallo tra il 1992 e il 2004. Si trovano qui le radici del Rosenborg schiacciasassi anno 2009, assoluto dominatore del campionato con una sola sconfitta raccolta in 30 incontri, arrivata oltretutto (a Kristiansand contro lo Start) quando lo champagne era già in ghiaccio.
Un successo figlio di uno specialista nel panorama nordico come lo svedese Erik Hamren (campione di Danimarca 2007-2008 con l’Aalborg, tre coppe di Svezia vinte con Örgryte e AIK), il cui curriculum vitae inattaccabile gli ha permesso di abbandonare il modulo 4-3-3, un dogma in casa Rosenborg, a favore di un 4-4-2 con centrocampo a rombo. Hamren ha richiamato dall’Inghilterra il suo protetto Rade Prica, già con lui nell’Aalborg, venendo ripagato con 16 reti che hanno permesso all’attaccante svedese di laurearsi capocannoniere della Tippeliga.
In difesa è sbocciato definitivamente il norvegese di etnia russa Vadim Demidov, mentre sulla mediana l’asse composto da Anthony Annan, da qualcuno già definito il nuovo Essien, e Marek Sapara, nazionale slovacco, ha garantito solidità, dinamismo e anche un pizzico di inventiva.
La palma del gioco migliore spetta di diritto al Molde “africano” di Kjell Jonevret, sorprendentemente secondo grazie alle reti della coppia senegalese Mame Biram Diouf (già acquistato dal Manchester United) e Pape Pate Diouf, e alle geometrie del loro connazionale Makhtar Thiounè, miglior giocatore della Tippeliga. Il Molde ha schiantato 5-0 il Rosenborg nei quarti di finale di coppa di Norvegia, salvo poi cedere all’ultimo atto ai calci di rigore contro l’Ålesund (primo trofeo in assoluto nella storia di questo club che ha dato i natali calcistici ai fratelli Riise).
Tra i singoli menzione speciale per Eric Huseklepp del Brann, esploso grazie ad un’intuizione del tecnico Steinar Nilsen (ex giocatore di Milan e Napoli), che ne ha avanzato il raggio di azione trasformandolo da fumosa e discontinua ala sinistra in puntuale finalizzatore (splendida una sua realizzazione allo Stabæk).
A Bærum, periferia di Oslo e casa dello Stabæk, Sol Levante sugli scudi grazie alla mezzapunta Daigo Kobayashi, alle prese con l’ingrato compito di sostituire il brasiliano Alanzinho, svolto tuttavia in maniera inappuntabile. Miglior giovane infine l’attaccante 19enne dello Start Mads Stokkelien, autore contro il Sandefjord di una rete da urlo (tiro al volo finito nel sette) che gli è valsa la palma di miglior realizzazione dell’anno. E non è stata l’unica perla di questo talento in erba.