Una trentina abbondante di anni dopo, gli allievi stanno per superare i maestri. Dove hanno mancato l’Olanda di Michels nel 1974 e quella di Happel nel 1978, entrambe finaliste sconfitte nel Mondiale, potrebbe invece riuscire la versione 2010, solida, moderna e non più schiava dell’estetica, guidata da Bert van Marwijk. Ed ecco allora gli oranje che stanno per compiere l’impresa giudicati da coloro che in passato ci hanno provato, e in alcuni casi si sono fermati solo ad un passo da essa. Oggi il cerchio si sta per chiudere.
Maarten Stekelenburg 7.5. “E’ stato uno dei portieri meno impegnati in tutto il Mondiale, e questo avrebbe potuto nuocergli. Invece, quando lo hanno chiamato in causa, ha sempre risposto con prontezza. Ciò significa sicurezza e grande concentrazione. Ha raggiunto la piena maturità.” (Piet Schrijvers)
Gregory Van der Wiel 7. “Non sempre si è visto il Van der Wiel dell’Ajax, arrembante in attacco e puntuale in chiusura. In difesa però non ha mai commesso errori, confermando il proprio spessore internazionale”. (Willy Dullens)
John Heitinga 6.5. “Sebbene nasce terzino destro, i miglioramenti come centrale sono evidenti. Più sicuro accanto a Mathijsen, con il quale forma una coppia affidabile, che con Ooijer”. (Gerrie Muhren)
Joris Mathijsen 7. “Ormai un veterano della selezione, non è appariscente ma la sua importanza si nota soprattutto quando manca. Come contro il Brasile”. (Keje Molenaar)
Giovanni Van Bronckhorst 6.5. “Un Mondiale in linea con la sua carriera: tecnica di prim’ordine non sempre supportata dalla necessaria continuità di rendimento. Ma l’esperienza di Gio è importante in una squadra piuttosto giovane.” (Edo Ophof)
Nigel De Jong 8. “Sprizza voglia di vincere da tutti i pori. L’agonismo però non va mai a scapito della disciplina. Una qualità da grandissimo giocatore, il cui lavoro oscuro risulta essere tanto prezioso quanto le giocate dei compagni più famosi”. (Dick Schneider)
Mark Van Bommel 7.5. “Il comandante della squadra, il leader attorno al quale ci si stringe nei momenti di difficoltà. Il suo ritorno in nazionale è stato un toccasana per gli equilibri tattici dell’Olanda”. (Jan Peters)
Arjen Robben 7.5. “Con lui in campo gli oranje partono, psicologicamente, con una marcia in più. Gioca con il cuore, a volte eccede nella ricerca del numero, ma stiamo parlando della miglior ala dai tempi di Marc Overmars”. (Brian Roy)
Wesley Sneijder 8. “Un fenomeno. Punto. Ogni partita del Mondiale lo ha visto protagonista. Conosce alla perfezione i tempi di gioco, sa quando accelerare e quando addormentare la manovra. Inoltre possiede tiro, personalità, carisma. Di più non saprei cosa chiedere”. (Kees Kist)
Dirk Kuijt 7.5. “In campo lo trovi sempre nella posizione più utile alla squadra. Attacca e difende con la medesima intensità. Pochi esterni possono vantarsi di aver disinnescato uno come Maicon. In quanto a spirito di sacrificio, è il numero uno” (John Rep)
Robin van Persie 6. “Il vero Van Persie in Sudafrica non si è mai visto, ed è un peccato. L’impegno non è mai mancato, però come prima punta ha fatto rimpiangere sia Kuijt che Huntelaar”. (Arnold Scholten)
Bert van Marwijk 8. “La parola chiave della sua gestione è: tranquillità. Quella che è riuscita a trasmettere ai giocatori, mai così bravi nel gestire la pressione. La sua Olanda ha avuto la fortuna dalla propria parte, è innegabile, ma ha anche giocato un buon calcio. E alla fine è arrivata dove merita.” (Wim van Hanegem)
Fonte: Il Giornale
Thursday, July 8, 2010
La nuova Olanda promossa dai nonni "capelloni"
Posted on 2:26 PM by Unknown
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